Per l’Italia non c’è nessun allarme insolvenze mutui



Lo ha dichiarato ieri il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, dopo che la rilevazione mensile dell’associazione ha rivelato che i tassi sui mutui ad agosto hanno toccato il livello massimo - 5,63 per cento - dal 2002. «Non siamo in emergenza», ha detto Faissola citando i risultati di un'indagine Abi sul 60 per cento delle banche.



«L'ammontare dei mutui con un ritardo di pagamento di due o più rate non ha evidenziato una crescita apprezzabile. Per alcuni gruppi non c'è stato nessun incremento per altri gruppi la crescita è stata frazionale o inferiore all'1 per cento».



Insomma all'Abi sta a cuore chiarire che la situazione nel nostro paese non presenta analogie con quella americana o inglese. Intervenendo al termine del Consiglio direttivo di ieri, Faissola ha sottolineato che «la situazione delle banche italiane è solida e non inficiata da situazioni simili a quelle che sono maturate negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Le nostre banche - ha proseguito il presidente dell’Abi - hanno sempre operato nel settore dei rischi con senso di responsabilità e capacità di analisi molto elevata». Parlando dell'andamento sui tassi dei mutui, Faissola ha sottolineato come negli ultimi anni gli spread praticati dalle banche italiane siano scesi in maniera significativa. Nel 2003, ha detto il presidente dell'Abi, gli spread sui mutui a tasso variabile erano superiori ai 150 punti base oggi invece si viaggia sotto i 100 punti base rispetto all'Euribor: «Si tratta - ha detto Faissola - di un dato strabiliante». Parlando dell'andamento più recente dei tassi sui mutui e rispondendo a quanti hanno sottolineato il maggiore costo sostenuto dai mutuatari italiani, Faissola ha sottolineato che «la situazione italiana in materia di mutui residenziali è molto diversa rispetto a quella di altri paesi» e questo per almeno tre ragioni. In primo luogo l'Italia ha un rischio Paese più alto rispetto alla maggioranza degli altri Paesi europei. Inoltre i tempi per il recupero dei crediti in Italia è più lungo rispetto agli standard più elevati in Europa e anche la mancanza di strumenti finanziari come i covered bonds penalizza le banche italiane sul lato della raccolta. Oggi, ha detto il presidente dell'Abi, i mutuatari italiani «stanno pagando il prezzo di comportamenti non avveduti su altri mercati». Riguardo poi alle ipotesi di intervento del Governo in materia di mutui residenziali da inserire nella prossima Finanziaria, Faissola ha sottolineato che «qualsiasi provvedimento a sostegno delle famiglie sarà supportato e analizzato dalle banche italiane».

Fonte: www.iltempo.it
20 settembre 2007
© Miglior Mutuo - Mutui online