Banchieri pericolosi



La FED, (Banca centrale americana), ha deciso di tagliare il costo del denaro di mezzo punto portando i tassi al 4,75% (il primo ribasso dal 2003). Riducendo del 0.5 % il costo del denaro, ha ridato speranza agli investitori, che lo sviluppo non sia bloccato dalla crisi dei mutui americani.



Una mossa ampiamente attesa, che ha ingenerato negli investitori una ventata di ottimismo e che le piazze finanziarie aspettavano, soprattutto alla luce del panico innescato dalla crisi della britannica Northern Rock. La Federal Reserve Bank americana, ha posto fine al disastro che stava per delinearsi all’orizzonte delle borse mondiali.



Alcuni ''settori del mercato presentano ancora segnali di stress''. Il segretario al Tesoro Usa, Henry Paulson, afferma, in un testo preparato per l'audizione dinanzi alla Commissione sui Servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti, che la Federal Reserve ha dato ''una grossa mano'' a stabilizzare i mercati con il taglio dei Fed Funds, aggiungendo di non vedere un grosso impatto sull'economia per la crisi partita dalle turbolenze dei mutui subprime. Solo il 7 agosto 2007 la Fed in accordo con il Fomc ( Federal Open Market Comittee ), lasciò i tassi invariati, dichiarando che la principale preoccupazione era quella che l’inflazione non scendesse come previsto. Ma la crisi stava per andare fuori controllo, nonostante la forte iniezione di liquidità delle banche centrali.
In realtà, la crisi ha un padre proprio nell’ex presidente della FED, Alan Greenspan, che ha alzato i tassi in maniera tale da creare grossi problemi ai sottoscrittori di mutui americani. Il nuovo presidente, Ben Bernanke , ha dovuto fare marcia indietro per non creare una catastrofe.

Fonte: www.comincialitalia.net
21 settembre 2007
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