Crisi mutui, summit alla Fed



NEW YORK - Quali sono le origini della crisi di liquidità che ad agosto ha fatto tremare le Borse e che sta ancora facendo vittime fra le banche di molti Paesi? Quali cambiamenti nelle regole e nei sistemi di vigilanza sono necessari per prevenire situazioni simili in futuro?



Sono i temi dell'agenda del Financial stability forum (Fsf) iniziato ieri presso la sede newyorkese della Federal reserve sotto la presidenza del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi. La riunione si conclude mercoledì e dovrebbe pubblicare un rapporto che sarà discusso dai ministri economici del G7 a Washington in ottobre.



Al centro del summit, il crac dei mutui subprime (quelli concessi a clientela con un elevato rischio di credito), che dagli Usa ha contagiato tutte le piazze finanziarie, oltre a rallentare l'economia americana. Un dato di ieri lo conferma: le vendite delle case esistenti sono crollate del 4,3% in agosto da luglio, al minimo dal 2002. A frenare le vendite è stato proprio il congelamento dei crediti. Il Forum riunisce i vertici delle autorità finanziarie - banche centrali, ministeri del Tesoro, organi di controllo delle Borse - di una trentina di Paesi, a partire da quelli del G7 e organismi sovranazionali come la Bce e l'Fmi. Era nato nel '99, l'anno dopo la crisi dello hedge fund Ltcm, per analizzare la nuova natura dei rischi dei mercati finanziari globali, sempre più interconnessi e sofisticati.
Allora erano state le scommesse fallite di Ltcm sui bond russi a far crollare i mercati e costringere la Fed a intervenire. Questa estate a diffondere il malessere sono stati i prodotti finanziari strutturati come i Cdo (Collateralized debt obligation), in cui i mutui subprime sono stati impacchettati e trasformati in titoli, diventando una mina vagante nei portafogli degli investitori di tutto il mondo. «Gli strumenti di trasferimento del rischio di credito hanno facilitato la gestione e la diversificazione dei rischi creditizi, ma resta da vedere come questi strumenti possono comportarsi durante periodi di stress prolungato», aveva avvertito Draghi alla fine della precedente riunione del Forum, lo scorso marzo, anticipando il terremoto estivo.
La riunione dovrebbe discutere di come migliorare le regole a garanzia che i sistemi bancari abbiano capitali sufficienti ad affrontare le crisi; il ruolo delle agenzie di rating nel valutare i rischi della finanza strutturata e la necessità di una maggior trasparenza in questo processo; le procedure interne delle banche nella gestione del rischio e i loro metodi contabili; il coordinamento fra le autorità dei diversi Paesi per la gestione di crisi internazionali.

Fonte: www.corriere.it
Autore: Maria Teresa Cometto
26 settembre 2007
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