Mutui: mercati ancora in tensione, intervengono Fed, Bce e BNS



NEW YORK, 2 mag (AWP/ats/ansa) Nuovo assalto coordinato delle banche centrali per smorzare le tensioni sul mercato monetario in dollari sui due lati dell'Atlantico. Prendendo atto delle persistenti difficoltà delle banche a rifinanziarsi, Fed, Bce e Banca nazionale svizzera (BNS) sono scese in campo aumentando il proprio sostegno a favore della liquidità. Dall'economia, invece, arrivano segnali altalenanti: gli ordinativi alle fabbriche sono saliti a marzo dell'1,4% (+0,2% previsto), mentre i posti di lavoro persi in aprile sono stati 20mila, un dato decisamente migliore alle attese degli analisti che prospettavano un'emorragia da 75mila posti. Si tratta, in ogni caso, della quarta contrazione consecutiva di posti di lavoro negli Usa: l'ultima volta che l'economia statunitense ha conosciuto quattro ribassi di fila dei posti di lavoro coincide con l'inizio della guerra all'Iraq nel 2003.



L'ulteriore intervento a sostegno dei mercati, che "continuano a rimanere sotto stress", è stato deciso in considerazione "delle persistenti pressioni sul fronte della liquidità su alcuni mercati di finanziamento a termine", spiega la Fed in un comunicato, nel quale annuncia un aumento dell'ammontare delle Term Auction facility (Taf) da 50 a 75 miliardi di dollari, a partire dal 5 maggio. Complessivamente, l'ammontare delle Taf salirà a 150 miliardi di dollari dagli attuali 100. L'istituto guidato da Ben Bernanke alza da 30 a 50 miliardi di dollari la liquidità fornita alla Bce, e da 6 a 12 miliardi quella fornita alla Banca centrale svizzera: una mossa che rientra nell'ambito degli accordi swap raggiunti lo scorso gennaio dalle tre banche centrali per soddisfare la domanda in dollari degli istituti di credito europei. Per facilitare la normalizzazione del mercato, la Fed inoltre amplia ulteriormente la gamma di titoli accettati a garanzia delle operazioni di rifinanziamento. La Bce, in accordo con la Fed e nel contesto delle Taf (Term Auction Facility), aumenta invece l'ammontare della liquidità in dollari fornita alle controparti dall'Eurosistema di 25 miliardi ad ogni intervento bisettimanale. "Le operazioni saranno condotte ogni seconda settimana e avranno una durata di 28 giorni", afferma la Bce in una nota.



E se la situazione resta tesa sul mercato monetario, non va poi molto meglio a quello del lavoro: in aprile, per il quarto mese di fila, l'economia statunitense ha perso posti di lavoro. Lo scorso mese sono stati 20.000, un dato inferiore agli 85.000 persi in marzo e decisamente migliore alle attese degli analisti, che prevedevano 70mila posti persi. Migliore delle attese anche il dato sulla disoccupazione, che si attesta al 5% contro il 5,1% del mese precedente e il 5,2% previsto. Complessivamente, nei tre primi mesi dell'anno, l'economia americana ha perso 240.000 posti di lavoro, cui vanno aggiunti i 20.000 comunicati oggi. "Il report non è poi così male come pensavamo", sottolinea Joshua Shapiro, economista di Mfr, precisando comunque che le difficoltà del lavoro sono solo all'inizio e, con la flessione dei consumi, la situazione è destinata a peggiorare. "E' meglio delle attese ma i numeri restano deboli, soprattutto per quanto riguarda i guadagni e le ore lavorate", afferma Ted Wieseman di Morgan Stanley. Secondo un report di Bear Stearns, invece, i dati dimostrano che "l'economia è in recessione ma, a questo punto, le forze negative provenienti dal mercato non sembrano essersi intensificate". SwissInfo.ch 2 maggio 2008
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