Mutui, crisi di sfiducia globale



Travolto dalla crisi del credito facile, il governo laburista fa i conti con un’Inghilterra fiaccata dal decennio di bugie e manipolazioni del governo Blair e lo fa con una manovra eccezionale.



Pressato dalle file di risparmiatori della Northern Rock, Gordon Brown ha aperto i forzieri del Tesoro. A garantire i depositi saranno dunque i contribuenti, non la Banca d’Inghilterra.



Mai prima d’ora il gettito fiscale aveva salvato un’istituzione finanziaria privata. Siamo di fronte alla trasformazione dell’indebitamento privato in pubblico, geniale stratagemma per arginare la profonda crisi di sfiducia che consuma il Paese. Lo conferma la cantilena che i risparmiatori della Northern Rock ripetono sui marciapiedi di mezza Inghilterra: come credere al governo dopo le menzogne irachene? Come aver fiducia in un premier che quand’era cancelliere dello scacchiere ha dato manforte al credito facile? Mentre ai tempi della Thatcher i mutui erano pari a un massimo di due volte lo stipendio annuo dietro garanzia di un deposito di almeno il 30% del valore dell’immobile, Brown ne ha concesso la vendita pari a 5 volte gli stipendi, senza garanzia.

Le lamentele britanniche sono identiche a quelle oltre Manica e oltre oceano. La crisi di fiducia è globale e potrebbe far crollare la piramide d’argilla costruita nel decennio del credito facile. Il grafico dei tassi d’interesse dell’ultimo decennio sembra una pista da discesa libera. È bastato che un concorrente inciampasse sul dosso dei sub-prime americani, il mercato secondario dei mutui, perché avvenisse una carneficina. Sui campioni americani si sono sfracellati i tedeschi, seguiti dai francesi e ora dagli inglesi. I risparmiatori della Northern Rock avrebbero potuto aggirare l’ostacolo se avessero avuto fiducia nel proprio governo. Non l’hanno fatto perché la crisi, come il fiasco iracheno, affonda le radici nella menzogna. A Brown si rinfaccia l’ipocrisia sul mercato secondario dei mutui, inflazionato dai mortgage back securities - titoli azionari agganciati ai mutui delle banche - contaminati dai mutui a alto rischio, i cosiddetti teaser, presa in giro. Ultima generazione di mutui, i teaser sono venduti a un tasso iniziale basso e fisso senza garanzia a chi già ha un mutuo, non sono finanziati dai depositi bancari ma dai prestiti che le banche ottengono sul mercato interbancario. La differenza tra i tassi d’interesse interbancari e quelli più alti sui mutui garantisce un sicuro guadagno. Questo giochetto però funziona solo se i tassi interbancari continuano a scendere.

Brown, Greenspan, i ministri del Tesoro europei e società di rating internazionali hanno dato il beneplacito a questo pericolosissimo cocktail facendo credere alla popolazione che i teaser fossero sicuri. Falso! È bastato che dal Colorado una manciata crollasse per smascherare l’ennesima bugia e gettare il panico sul mercato secondario mondiale. Il tasso interbancario ha superato quello fisso dei teaser, è iniziato il contagio globale: tre hedge fund americani, una banca tedesca e una francese hanno dichiarato bancarotta. Con il 90% di mutui a tasso fisso e un’altissima percentuale di teaser la Northern Rock è stata costretta ad operare in perdita. La paura dei risparmiatori è che i loro risparmi vengano prosciugati per far fronte alle perdite della banca. Ma la vera crisi è un’altra, ben più profonda: la sfiducia nei confronti dello Stato. Le rassicurazioni di Brown hanno accorciato le file fuori delle agenzie al Nord del Paese, nelle roccaforti laburiste, ma al Sud e a Londra pochi gli hanno creduto. In gioco dunque c’è la credibilità del governo, non la solvibilità di una banca. Ecco perché gli occhi dei leader del villaggio globale sono tutti puntati su Brown, domani al suo posto potrebbe esserci uno di loro.

Fonte: www.lastampa.it
25 settembre 2007
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