Mutui subprime, Bush è ottimista
NEW YORK - Ben Bernanke, il numero uno della Federal Reserve, vede
la crisi dei mutui subprime ancora in atto negli Usa e insolvenze in
aumento, oltre a esprimere dubbi sulla crescita.
Al contrario, il
presidente George W. Bush si dice sempre ottimista con i fondamentali
dell'economia "forti". I mutui ad alto rischio e gli effetti sul
credito e sull'economia a stelle e strisce tornano al centro della
scena, a due giorni dal maxi-intervento della Fed che ha tagliato i
tassi d'interesse di 50 punti base, al 4,75%, per limitare i danni sui
mercati "in fase di auto-correzione".
In un'audizione alla Commissione
sui Servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti, convocata per
il fare il punto sulla crisi, Bernanke spiega che le insolvenze sono
"destinate a crescere" in un sistema finanziario che negli Stati Uniti
è in "condizioni relativamente forti". Questo perché la maggiore
rischiosità dei finanziamenti ad alto rischio, erogati in modo
massiccio tra fine 2005 e nel 2006, mostrano grossi problemi e seguono
il trend preoccupante di default che "matura dopo appena uno o due
pagamenti in ritardo delle rate". In ogni caso, ribadisce, "le
conseguenze della crisi dei mutui, in termini di perdite sui mercati
finanziari mondiali, hanno superato anche le nostre previsioni più
pessimistiche".
Il rischio da scongiurare e quello di veder aumentare l'avversione al
rischio dei risparmiatori, specie nei confronti dei veicoli
d'investimento più complessi e meno trasparenti, mentre assicura che,
se da un lato le perdite subprime fanno salire "i dubbi sulla
crescita" dell'economia Usa, dall'altro la Fed è pronta a prevenire
"nuovi problemi" che potrebbero essere generati dal comparto dei
mutui, ora "in una fase di rapida correzione". All'audizione partecipa
anche Henry Paulson, il segretario al Tesoro Usa, secondo ci sono
"settori del mercato che lavorano e presentano ancora segnali di
stress", nonostante la Fed abbia dato "una grossa mano" a stabilizzare
i mercati con il taglio dei Fed Funds. Tuttavia, l'ex numero uno di
Goldman Sachs, non vede un grosso impatto sull'economia per la crisi
del credito partita dai mutui subprime. Paulson afferma che l'economia
ha ancora "fondamentali solidi" e che si dice pronto a discutere la
proposta presentata dai democratici, ma che ha visto l'Amministrazione
Bush contraria, l'innalzamento del limite delle dimensioni dei mutui
che Fannie Mae e Freddie Mac (le due government-sponsored enterprises
o Gse) possono comprare. Un rialzo oltre la soglia attuale di 417.000
dollari trova contrario Bernanke perché si potrebbe "indebolire il
corretto funzionamento del mercato", anche se il proposito è quello
della sua stabilizzazione. "C'é la percezione - osserva - che le due
agenzie di mutui, malgrado non corrisponda alla realtà, siano
sostenute dal governo. L'innalzamento della soglia allargherebbe
quindi la percezione della garanzia implicita a un'altra parte del
mercato dei mutui, riducendo ancora di più la disciplina". Se il
presidente della Fed assicura la massima vigilanza e interventi in
case di necessità, Bush scende in campo ancora e spiega che "i
fondamentali dell'economia sono forti, l'occupazione è stabile e
forte, i profitti delle imprese sono forti e le esportazioni tirano...
Sono ottimista".
Il presidente riconosce che c'é una crisi legata al settore
immobiliare e al credito: "Sarei pessimista - aggiunta - se il
Congresso decidesse di alzare le tasse, visto che è quello che hanno
detto di voler fare". L'inflazione "é in calo in tempi di grande
turbolenza e noi lavoriamo per risolvere la crisi dei mutui, perché si
arrivi ad esempio a rinegoziare i prestiti senza pagare pesanti
penali". Intanto, con Wall Street in territorio negativo, il dollaro
va ancora giù ai minimi storici contro l'euro e il petrolio tocca i
nuovi record di sempre, chiudendo al Nymex gli scambi al record di
83,84 dollari.
Fonte:
www.ansa.it
20 settembre 2007