Regno Unito: lo scenario politico all’indomani della crisi dei mutui



La crisi dei mutui originata dal mercato statunitense ha recentemente investito anche l’economia britannica, colpendo al cuore una delle più grandi banche del Regno Unito, la Northern Rock.



Si è trattato di un vero e proprio uragano che ha rischiato di estendersi anche alla vita politica del Paese, minacciando seriamente la stabilità del governo Brown e prefigurando lo scenario di elezioni anticipate.



Tuttavia, nonostante le critiche piovute in particolar modo dai Tories riguardo ad una cattiva gestione della spesa pubblica da parte del governo, i laburisti sembrano aver superato la crisi senza particolari contraccolpi. Gli ultimi sondaggi, infatti, hanno confermato i Labour come primo partito britannico evidenziando al contrario una perdita di consensi da parte dei Tories. D’altra parte, la ripercussione a lungo termine che la crisi delle banche avrà sull’economia britannica e la necessità di affrontare questioni delicate come il problema del cambiamento climatico e la questione degli immigrati, potrebbero creare al governo qualche grattacapo. Tutto ciò alla luce di un rinnovamento del partito liberal-democratico, che si appresta a diventare il nuovo punto di riferimento per l’elettorato di centro-sinistra.

Gordon Brown e i Labour
Nonostante le critiche per la scarsa presenza carismatica e i dubbi circa la possibilità di un recupero sotto la sua guida, Gordon Brown ha definitivamente legittimato la propria posizione. Gli ultimi sondaggi hanno, infatti, evidenziato la netta preferenza dei cittadini britannici nei confronti della sua figura mostrando, al contrario, un certo calo di consensi per il carismatico leader dei Tories, David Cameron. Il partito laburista ha, inoltre, confermato il proprio primato dando, quindi, una gran prova di forza, soprattutto se si considera il contesto economico non proprio favorevole. Il bilancio di questi primi mesi di governo Brown può, quindi, essere considerato positivo e l’eventualità di un ricorso ad elezioni anticipate ormai lontano. Tuttavia, se per il momento il pericolo sembra esser stato scongiurato, le sfide politiche che il partito dovrà affrontare nei mesi a venire potrebbero rappresentare la prova del nove. Restano, infatti, al centro del dibattito questioni come il problema del cambiamento climatico e la gestione degli immigrati, nei confronti delle quali i laburisti dovranno offrire una risposta unitaria e coerente. Un’analisi più approfondita dei sondaggi sottolinea, infatti, che se da un lato in un momento di incertezza economica i cittadini hanno preferito sostenere e dare fiducia al partito governativo, resta tuttavia latente negli stessi un forte desiderio di cambiamento. Inoltre, nonostante i buoni risultati raggiunti nel settore occupazionale il problema della forte spesa pubblica e le difficoltà di riforma del settore sanitario potrebbero aggravare il contesto economico causando un eventuale calo dei consensi. Il futuro del partito laburista nei prossimi mesi dipenderà, quindi, dalla capacità di far fronte ai temi più delicati del dibattito offrendo, al tempo stesso, garanzie di stabilità e mostrando volontà di rinnovamento.

I Tories
Il processo di rinnovamento cominciato e voluto proprio dall’attuale leader David Cameron, non è bastato ad assicurare l’ascesa politica dei Tories. Il risultato negativo dei recenti sondaggi ha, infatti, evidenziato una presa di distanza nei confronti del partito dei conservatori, che a quanto pare, nonostante una certa ripresa nei primi mesi dell’anno, sembra tuttavia incapace di convincere fino in fondo l’elettorato britannico. Si tratta, infatti, di una perdita di consensi che va probabilmente ricercata nell’incapacità da parte del partito di Cameron di offrire sicurezza soprattutto riguardo a questioni di natura economica e in merito alle quali invece i laburisti hanno dimostrato più volte la propria forza. Il punto debole dei Tories sarebbe quindi la scarsa credibilità del partito, considerato incapace di tradurre concretamente i buoni propositi. D’altra parte in un sistema politico di bipolarismo perfetto come quello britannico risulta piuttosto difficile spostare i consensi da un’ala politica all’altra. Fino ad ora, infatti, i Tories hanno seguito una strategia basata quasi esclusivamente sull’acquisizione di consensi fra i laburisti delusi facendosi spesso portavoce di una politica a tratti progressista. Tuttavia, considerando i risultati ottenuti, la prossima mossa dei Tories potrebbe essere proprio quella di abbandonare, almeno parzialmente, il processo di rinnovamento cercando al contrario di raccogliere consensi soprattutto all’interno dell’elettorato più conservatore. Inoltre, se un recupero a breve termine può essere escluso, la necessità di affrontare questioni delicate come il problema del cambiamento climatico e dell’immigrazione costituirà per Cameron la possibilità di rilanciare ancora una volta l’immagine del proprio partito. Si tratta, infatti, di temi che se pur oscurati momentaneamente dal problema della crisi dei mutui, si apprestano a diventare centrali all’interno del dibattito e sui quali si giocherà lo scenario politico dei prossimi mesi.

I Liberal-democratici
Relegato quasi sempre ad una posizione di secondo piano ed in grado di raccogliere pochi consensi, il partito liberal-democratico non ha mai giocato un ruolo fondamentale nella politica del Regno Unito. Tuttavia la conferenza tenutasi di recente sembra aver dato il via ad un processo di rinnovamento che potrebbe avere forti ripercussioni in particolar modo sugli scenari futuri. Nonostante l’uragano politico generato dalla crisi dei mutui, infatti, il partito è riuscito ad ottenere l’attenzione dell’opinione pubblica offrendo una serie di soluzioni riguardo alle questioni più importanti e ponendosi, inoltre, come una forza alternativa alle coalizioni già esistenti. Il partito ha, infatti, ribadito la propria lontananza dai Labour come dai Tories spostando tuttavia il proprio baricentro chiaramente a sinistra. Il leader dei liberal-democratici, Cambpell, si è infatti espresso in materia di immigrazione proponendo l’amnistia per una serie di immigrati clandestini, ed ha al tempo stesso posto una serie di ambiziosi obiettivi in campo energetico. Se, quindi, nei mesi a venire il partito dovesse mostrarsi coerente con quanto affermato sino ad ora, la probabilità di un’ascesa dei liberal-democratici potrebbe rappresentare un ostacolo per i Labour e la conseguente stabilità del governo. Il partito di Cambpell potrebbe, infatti, riuscire a raccogliere consensi soprattutto fra i laburisti ambientalisti e contrari al nucleare e desiderosi di un maggiore spostamento a sinistra dell’asse politico. Tuttavia il consenso nei confronti dei liberal-democratici resta ancora piuttosto basso per costituire una reale minaccia nei confronti del Labour, soprattutto se si considera l’evoluzione dello scenario a breve termine. Inoltre il processo di rinnovamento potrebbe coinvolgere anche la direzione del partito prefigurando uno scenario di polemiche e lotte interne alla formazione politica. Nel corso della conferenza, nonostante la volontà mostrata da parte di Campbell di mettere a tacere le polemiche relative ad un suo ritiro, è infatti già emerso un possibile contendente al ruolo di leader: Nick Clegg. Quest’ultimo, infatti pur non esponendosi eccessivamente ha dichiarato la propria disponibilità a rivestire il ruolo di guida del partito nel caso in cui vi fosse necessità. Infine il successo ed un’eventuale ascesa del partito potrà essere garantita soltanto dalla capacità che Cambpell e i suoi alleati dimostreranno in materia di questioni economiche.

Conclusioni
All’indomani della crisi dei mutui che ha investito parte del settore banciario britannico, e conseguentemente il dibattito politico nel Paese, un nuovo alone di incertezza ricade sulla stabilità e sul futuro operato della coalizione di governo. Se i sondaggi effettuati di recente hanno mostrato una buona tenuta da parte dei Labour confermandone ancora una volta il primato e consacrando definitivamente la figura di Brown, la necessità di dare una soluzione ad una serie di questioni delicate, insieme alle future ripercussioni della crisi bancaria sul sistema economico, potrebbero rappresentare una prova molto difficile da superare per il Governo. Nonostante il momentaneo consenso accordato, soprattutto in vista dei buoni risultati raggiunti sul fronte occupazionale esiste, infatti, nell’opinione pubblica un desiderio latente di rinnovamento. Questa esigenza, nell’eventuale assenza di una risposta da parte dei Labour potrebbe tradursi in un calo di consensi e quindi in una crisi di governo. Inoltre il contemporaneo rinnovamento del partito liberal-democratico deciso ad acquisire un nuovo ruolo nel dibattito politico del Paese potrebbe costituire un’ulteriore minaccia per Brown e i laburisti. Il partito di Cambpell, infatti, facendosi portavoce di una politica estremamente innovatrice e progressista potrebbe raccogliere consensi proprio fra quei laburisti e conservatori desiderosi di forti cambiamenti e delusi dai propri leader. D’altra parte, invece è possibile che i Tories, nei mesi a venire, alla luce dei risultati negativi nei recenti sondaggi, decidano di interrompere il processo di rinnovamento e di puntare a rafforzare in misura maggiore la base elettorale più conservatrice.

Fonte: www.equilibri.net
26 settembre 2007
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