Lo spread del mutuo
Lo spread, sia nei
mutui a tasso fisso che nei
mutui a tasso variabile, è quella parte di tasso che la banca aggiunge ai tassi di mercato per fissare il tasso di
interesse applicato nel mutuo.
In pratica è quella parte che la banca aggiunge per coprire i propri costi, il rischio di insolvenza e per avere un guadagno. Appare
evidente che è quindi lo spread a fare la differenza tra l'offerta di
mutui di due banche diverse, posto che i tassi di mercato di partenza (
IRS nei
mutui a tasso fisso e
tasso euribor nei
mutui a tasso variabile) sono uguali in tutte le banche.
Supponiamo che per un mutuo a tasso fisso a 20 anni la banca A ci proponga un tasso IRS + spread 1%, mentre la banca B ci propone un tasso IRS + spread 0,75%. Dato che l'IRS è
uguale in tutte le banche, la banca B ci propone un tasso migliore, più basso dello 0,25% rispetto all'offerta dell'altra banca. L'ammontare dello spread incide molto sull'
indicatore sintetico di costo del
mutuo, e quindi sulla convenienza del mutuo.